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... è passato un anno dalla costruzione della 451... ora è diventata la "riserva", fedelmente pronta in ogni momento a bordo palco.

Destino ha voluto che ultimamente mi sia  capitata fra le mani la mia prima chitarra elettrica, una MAISON "strato style" di inizio anni 90. Che fare? La chitarra in questione era già passata sotto le mie inesperte mani e a guardarla faceva rizzare letteralmente i capelli. E' venuta l'ora anche per lei di un bel face lifting... anzi, un vero e proprio intervento di chirurgia plastica. Questa volta il tempo è maggiore è il budget come obiettivo deve essere minimo.

Nell'immagine a sinistra si vede la chitarra all'origine, in quella a destra... beh, mi vergogno a dirlo... si vede come l'avevo conciata.

 

 

LAYOUT: Prima di decidere le modifiche da fare, l'ho smontata facendole un check-up completo per vedere se ne valeva la pena spenderci sopra anche soltanto un euro. Senza nessuna sorpresa il legno è un classico multistrato non troppo mal ridotto - giusto un paio di scheggiature -, le meccaniche sono quelle che compri al chilo, i pick-up per quanto mi ricordo funzionavano ancora l'ultima volta che l'avevo collegata ad un ampli. Ad un esame approfondito la chitarra mancava di due sellette, del tremolo, una chiavetta rotta e mancavano 3 centraggi di 3 chiavette. A budget: chiavette e tremolo. Per quanto riguarda il manico la paletta presenta un paio di crepe superficiali, il truss-rod funziona ancora, e i capotasti dalla posizione I alla VII sono leggermente mangiucchiati al passaggio delle corde. Banzai, tentiamo di salvare il (poco) salvabile.

 

SVERNICIATURA: Questa chitarra si è rivelata più ostica da sverniciare percchè il legno aveva assorbito la vernice nera e dorata data durante la prima "modifica". Con lo sverniciatore gel della Lombardi ho dovuto fare 6 passate distribuite sul body e sulla paletta del manico. Le zone che

saranno tagliate in seguito le ho lasciate libere dall'azione dello  sverniciatore in modo da evitare ulteriore lavoro.

Nela sequenza di foto si nota l'azione dello sverniciatore ed il risultato ad azione ultimata.

 

 

 

 

TAGLIO: Questa è stata la fase più complessa, sia per cercare  di dare al corpo una forma migliore (e non peggiore!!!) di quella precedente, sia per capire la comodità del taglio. Dato che il body è un legno multistrato ho proceduto al taglio applicando 2 pannellini di compensato ai lati del body in modo da evitare scheggiature durante l'operazione. Le due foto rappresentano il corpo prima del taglio (con il nuovo contorno disegnato a matita) e dopo il taglio con il nuovo tremolo appoggiato. Il taglio è stato eseguito con un normale seghetto alternatico con una lama per legno.

 

 

 

 

 

MECCANICHE: Il manico purtroppo durante le lavorazioni ha avuto un piccolo "contrattempo" spezzandosi all'altezza del foro per la chiavetta d'accordatura del mi alto. Imprecazioni varie sono servite a poco perchè la soluzione è stata abbastanza semplice: sistemare la chiavetta nella parte bassa della paletta. L'angolo che avrebbe tenuto l'ultima corda non sarebbe stato un vero e proprio toccasana ma avrebbe comunque garantito una discreta accordatura. Le meccaniche sono state cambiate e le più economiche che ho trovato in giro sono state le Gothoh della Ibanez (30 euro). Anche qua come alla 451 ho dovuto allargare i fori passando da un diametro 8 ad un 10. Le Gotoh sono composte da due parti: la parte principale formata dall'incastellatura e dalla vite viene inserita da sotto, mentre la boccola filettata si avvita su di essa e viene inserita da sopra la paletta.

 

VERNICIATURA: A progetto la verniciatura doveva essere blu scuro trasparente in modo da mettere in risalto le venature del legno (quali?),ma la tipologia di legno ha chiamato una verniciatura di  tipo coprente. Forse il giallo kitch non è il massimo ma degustibus non desputandum est. Come fondo ho dato 6 mani di bianco opaco a base nitro, intervallando passaggi con carta 300 - 500 e 800 ogni 3 mani. A completo asciugamento della vernicie ho ripetuto l'operazione con la carta abrasiva prima di dare il colore. Per il giallo ho dato 8 mani intervallate ogni 2 dai soliti passaggi con carta abrasiva, prima una 300 via via fino ad utilizzare la 800 e la 1000 inumidite. Per il lucido volevo usare la gommalacca ma anche questa volta non ho voluto cimentarmi in operazioni troppo complicate ed ho utilizzato vernice nitro spry dando circa 15 mani. Anche qua stesso procedimento con carta abrasiva 1000 ogni 3 mani.

 

 

 

 

MASCHERINA: Per costruire la mascherina sono partito da quella vecchia, prendendo tutti i riferimenti: viti (non saranno utilizzati tutti i punti di fissaggio) , scansi per i pick-up, fori per le viti di regolazione degli stessi, scanso per il selettore ed i fori per i potenziometri di tono e volume. Purtroppo il materiale utilizzato è un foglio di plexiglass trasparente di spessore 3mm. Tale materiale non lo consiglierei neanche al mio peggior nemico in quanto è molto fragile (un giorno rifarò la mascherina) e se non viene tagliato a caldo rilascia tantissime schegge. Nelle due foto sono state fotografate la mascherina vecchia e quella nuova prima del taglio.

 

ELETTRONICA: Questa fase è stata per un tormentone perchè ho continuato a saldare e dissaldare diversi schemi finché non mi sono arreso e l'ho portata dal mio liutaio, che in poche ore è riuscito a rifare il circuito. Ed è qua che ho scoperto che lo splitter era rotto, quindi splitter nuovo (10 euro). Come circuito ho preferito comandare con il primo tono il pick-up al manico e con il secondo tono gli altri due pick-up.

 

 

ASSEMBLAGGIO: Per l'assemblaggio ho avvitato il body al manico cercando di allinearlo al meglio, poi ho avvitato la mascherina, la presa jack con la sua basetta, il tremolo della Dixon (22 euro), le molle con il tiramolle (la massa saldata sul tiramolle), il coprimolle e i due attccacinghia.

 

CONCLUSIONI:

La chitarra è tornata a suonare, ho raggiunto l'obiettivo che m'ero prefissato. Le uniche spese di hardware che sono state sostenute sono quelle relative ai pezzi che mancavano, quindi per forza da acquistare. I problemi del tempo e dell'incuria adesso sono visibili, in quanto il manico non più dritto rimane con un action abbastanza alta che sono riuscito ad abbassare agendo sul truss-rod ed abbassando le sellette durante l'operazione di ottavatura. Suonandola con corde .11-.52 con accordatura un tono sotto non produce assolutamente un suono eccelso ma non frigge sui tasti (fatta eccezione il mi basso dopo il XII tasto) e l'obiettivo di resuscitare la chitarra è stato raggiunto.

 

Adios....

Luca

 

              

 

   

 


 

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