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... se siete capitati qua e non l'avete fatto
per sbaglio, o siete curiosi di sapere cosa può essere una 451-001 o siete
dei curiosi della 6 corde.
Tutto iniziò comprando una chitarra usata, il
modello SLAMMER XR-95 RP/BK. La chitarra in questione è un
classico rottamone da poterci mettere le mani sopra sapendo che al massimo si
può migliorarla... fisicamente è un laminato multistrato di imitazione
Strato, con manico standard (21) e body 3/4, ovvero lunga 3 dita in meno di
una Strato. E' cablata con un unico pick-up humbucker al ponte, un volume ed
un tono. Che dire? Ho deciso di rimetterla in sesto. OItre ad un lifting
estetico alla fine del lavoro monterà un pick-up Seymour Duncan e delle
meccaniche Sperzel.
Come modificarla?
Sinceramente alla partenza del lavoro non avevo bene in mente quale sarebbe
stato il risultato del lifting. L'idea in generale era fare evadere la
chitarra dal suo "perfettismo" di simil Stratocaster con i suoi 2 colori
lindi e puliti, volevo che risultasse con un'aria vissuta.Rovistando le
vecchie riviste di chitarra ho trovato una splendida immagine della
Stratocaster di Steve Ray Vaughan, quella che adesso è venduta dalla Fender
con il nome di "Number One SRV". L'idea adesso c'era, però prima di metter
mano sulla chitarra ho deciso di modificarla virtualmente con un normale
programma di grafica (con scarsi risultati).
Prima di tutto ho iniziato a
smontare ogni singolo pezzo della chitarra, catalogandolo e cercando di non perderlo.
Il manico è avvitato con 4 viti su una piastrina con la relativa protezione
sul retro del corpo. Il ponte è un tremolo standard con 6 viti di fissaggio
al corpo. Il corpo ha una fresatura che consente l'alloggiamento di un
humbucker e dei relativi potenziometri del tono e del volume. Volendo ci
sarebbe stato lo spazio per fresare l'alloggiamento di un ulteriore
single-coil verso il manico, magari in posizione trasverale per avere una
più ampia gamma di suoni, ma personalmente, ho preferito non cimentarmi nel
"piccolo falegname". Il manico (21 tasti) monta delle meccaniche che si
comprano al chilo, da qui la decisione di cambiarle. Sulla paletta le ultime
2 corde sono abbassate creando così uno scompenso su tre punti nella
tensione delle 2 corde sul totale della loro lunghezza. Alla fine sarà
eliminato.
Sverniciatura (sconsigliatissima la carta
abrasiva bastarda o il disco abrasivo al trapano).
Per sverniciare la chitarra ho acquistato da
un normale ferramenta uno sverniciatore da legno. Prima di procedere con
l'acquisto di questo prodotto è conveniente farsi un'idea di "quanta"
vernice dovrà sciogliere. Nel mio caso, la chitarra come molte di questo
tipo presenta 3 strati. Partendo dall'esterno troviamo uno strato di lucido,
uno strato di vernice (nera), ed infine uno strato di turapori. Lo spessore
totale si avvicina al valore di 1-1,3mm, quindi occorre uno sverniciatore
Extra Forte 90 (scala 1-100). SI può fare pubblicità?... ma si, la ditta si
chiama Lombardi. Il prodotto è tipo un gel da applicare con una
spatola creando uno spessore di 2-3 mm sulla superficie da sverniciare. In
questo caso il tempo di perfetta efficacia del prodotto è stato di 12 ore.
Sulla confezione del
prodotto non viene specificato un tempo utile in cui lui agisce. Comunque si
vede quando ha finito la sua azione nel momento in cui la vernice si
raggrinzisce e crea delle bolle sulla sua superficie. A questo punto si
prende una piccola spatola (non come quella da imbianchino -nella foto- che ho
usato). Per la chitarra ho dovuto ripetere il procedimento 4 volte: 1 volta
per il lucido e la vernice della parte superiore, 1 volta per il turapori o
fondo della parte superiore e poi lo stesso procedimento per il retro ed i
fianchi del body. In più va aggiunto lo stesso procedimento per la paletta.
Attenzione che anche dopo la sua azione la pasta che rimuoverete ha ancora
qualche potere ustionante sulla pelle (non vi dico se lo toccate quando lo
stendete...), quindi make attention please!

Questo nella foto è il risultato finale. I
pezzi che si vedono neri sono stati lasciati apposta, non era finito lo
sverniciatore. Ho lasciato anche alcuni strati di turapori in modo che dando
poi il colore lo spessore del fondo crei maggiori contrasti con il legno.
Questo perchè è un laminato è non un body unico, con le sue belle nervature
che creano movimento sulla superficie del legno. Una volta finita la sverniciatura con
pazienza ed olio di gomito ho ripassato le parti pulite del body con una
carta abrasiva da carrozziere. Prima una sgrossatura con una di grana 600,
in seguito una finitura con una di grana 1200 inumidita.

Una volta ultimata la fase
di svestizione ho iniziato il vero lifting. Preso da un'improvvisa
illuminazione letteraria ho associato l'idea di "vissuto" con il film
"Fahrenheit 451"... non saprei spiegarvi il perchè. Ho deciso di scrivere il
numero 451 sia sulla paletta che sul body, in più ho deciso di scrivere la
prima frase del libro che in italiano suona più o meno così "Era un piacere
bruciare...".
 

Prova Colore:
Per questa fase ci sono 1000 vangeli e
altrettante dicerie da seguire o prendere spunto su come verniciare ad hoc
una chitarra. Per alcuni il must per colori vintage si raggiunge con le
vernici anilinche (solubili in alcool), per altri il massimo per colori
tinta unita viene raggiunto con le stesse vernici in bomboletta che si usano
per togliere i graffi dalle automobili... insomma ne ho sentite e lette di
tutti i tipi. Non volendomi arrischiare di cadere nel vortice della
creazione di miscele chimiche strane, ho deciso, visto che non volevo un
colore coprente, di comprare il classico colore da legno. Con grande sclero
del ferramenta (ormai mio amico) che ha dovuto aprire tutti i barattoli,
alla fine ho optato per il legno noce. Per non creare uno strato troppo
spesso di colore con l'incoveniente di ovattare troppo il suono, ho dato 2
mani di vernice (24 ore di perfetta essicazione) passando una carta abrasiva
1200 alla fine di ogni mano per eliminare le piccole bolle d'aria sulla
vernice.

Lucidatura:
Anche per questa operazione ogni "autodafè"
del settore aveva la propria idea. I più competenti consigliano il
procedimento con gomma lacca (vendibile in scaglie solubile in alcool 95°)
ma è davvero molto lungo e laborioso ed i risultati non sono garantiti.
Altri personaggi consigliavano il lucido a bomboletta (devono essere gli
amici di chi usava le bombolette anche per la colorazione), altri il
flatting con lucidatura finale con il disco su trapano. Ho scelto di dare il
flatting con il pennello. Di flatting ne esistono di lucidi, semilucidi
(effetto finta nebbia) ed opachi. Il prodotto che ho preso è trasparente
lucido della Wagen Lack e la sua particolarità è che una volta
essiccato, se sottoposto ad usura, non viene via a scaglie ma si assottiglia
fino ad arrivare alla vernice sottostante. Un contro di questo prodotto è
che è poco resistente alla sudorazione, quindi se quando suonate il vostro
braccio diventa una spugna, evitate di usarlo. Anche in questo caso alla
fine della fiera ho passato tutto il body con l'ormai inseparabile carta
1200.
Importante: Non date troppi strati di
vernice e soprattutto di lucido sul pianetto di accoppiamento tra body e
manico, rischierete di trovarvi le corde che friggono sui capotasti (tanto
non si vede).

Ora la chitarra ha cambiato il suo vestito.
E' qua vi consiglio di stappare la prima birra perchè
seguendo i
giusti tempi di essicazione dei prodotti chimici, questa è stata la parte
più lunga. Per le chiavette ho deciso di comprare il set
autobloccante della Sperzel. Sono costate un occhio della testa però per
assicurare un'accordatura più stabile visto che la chitarra non permetteva
il montaggio di un bloccacorde al manico è l'unica soluzione. Queste
meccaniche sono state un pò ostiche perchè ho dovuto allargare i fori sulla
paletta e creare i fori (diam 2,5mm) per i perni di centraggio delle stesse.
Il vantaggio che offre questo tipo di meccanica è quello di non dover
arrotolare n volte la corda intorno al pirulino, ma basta mezzo giro per
iniziare ad accordare.

Sostituzione
Pick-up:
Qua è arrivata la fase più concettuale del lavoro: scegliere
il tipo di pick-up da montare. Prima bisogna pensare a che tipo di pick-up
montare. Nel mio caso la scelta è ricaduta ovviamente su un pick-up di tipo
humbucker passivo. Fondamentalmente ne esistono di 2 tipi:PAF (con
piastrina, tipo Gibson) e single-coil (come 2 s.c. affiancati). La cosa più
semplice da fare ora è munirsi di molta pazienza a spulciare tutti i siti
delle case che producono pick-up (DiMarzio, Fender, Gibson, Seymour
Duncan, Fishman, Floyd Rose...). Per fortuna internet mi ha concesso di
scaricare tutti i simple dei diversi pick-up (per fortuna solo al manico e
non anche al ponte) e, dopo averli sentiti tutti, la scelta è ricaduta sul
Seymour Duncan Humbucker SH-6 Duncan Distortion. Nello specifico la
versione adatta al ponte tremolo che monta la chitarra è la versione
Trembucker (TB-6), ovvero la stessa versione dell'SH-6 (adatto per ponti
fissi) ma con la spaziatura tra i poli adatti a ponti tipo tremolo o Floyd
Rose. Anche questo è costato un occhio della testa infatti ciecamente (visto
che l'altro l'avevo già perso nell'acquisto delle meccaniche-scusate la
battuta) ho proceduto a saldarlo seguendo lo schema incluso nella
confezione. Ora non resta che
procedere al montaggio di ogni parte della chitarra (ricordatevi di saldare
la massa alla piastrina reggi molle), montare le corde e provare se
funziona!
ALLA FINE:
Suonare una chitarra sulla quale si ha
lavorato per un pò di tempo personalmente lo ritengo un'emozione unica (da
accompagnare con qualche "stappaggio" di lattine di birra) . La chitarra ora
ha un suono molto più potente e pulito avendole montato un pick-up ad alta
risposta. Dal punto di vista estetico penso che sia di difficile paragone
avendo realizzato una 6 corde abbastanza unica. Ad un consuntivo finale la
chitarra è costata 50 euro + 78 pick-up + 60 meccaniche + 10 sverniciatore +
7 vernice + 6 flatting + 7 corde (009-042). Come ore il lavoro si è
protratto per 2 settimane, lavorando mediamente un paio d'ore al giorno. Non posso dire che suona come una chitarra di
marca, però posso ritenermi abbastanza soddisfatto del suono che ho
ottenuto. Gli interventi nel sound sono stati molto pochi, ovvero solamente
il cambio del pick-up. Avendo maggiori pretese, ma tenendo sempre conto che
da un rottamone non potrà mai nascere una chitarra must, si potrebbe
procedere con una buona schermatura dell'interno del body, il cambio dei
potenziometri di volume e tono e di tutti i relativi cablaggi. Per modifiche
strutturali si potrebbe cambiare il ponte al manico con uno in grafite,
cambiare il tremolo con uno di marca, ma come si dice... questa è un'altra
storia!
Adios....
Luca

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