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Viator - Intervista 05/07/2006

 

Dacs: E' la prima volta che partecipate  ad un concorso?

Viator: No, l’anno scorso, partecipammo a Rock On Circle concorso per band emergenti. Fu per noi anche un’occasione x testarci, un piccolo “rodaggio” dal momento che eravamo insieme da neanche un mese. Arrivammo quarti su una settantina di band. Non vincemmo perché non incontrammo i gusti delle giuria (orientata più verso un rock targato Italia, x intenderci…) ma fu comunque una bella esperienza. Per noi i concorsi ideali potrebbero essere in genere quelli in cui si sale su un palco e che impegnano un paio di date al massimo. Il primo concorso al quale abbiamo partecipato ci ha impegnati per 4 mesi e ci ha un po’ distratto dal lavoro sui pezzi nuovi che stavamo portando avanti in studio. Wake Up Music Contest è stata per noi una nuova esperienza, un modo nuovo di poter incontrare i pareri dei “nuovi ascoltatori”, gente che non ci hai mai visti in un live e che si è basata esclusivamente sull’ascolto della nostra traccia scaricata.
Anche in questo caso, un ascolto alla traccia, un’occhiata al nostro sito, e speriamo di vedere gente sconosciuta ai prossimi live.

Dacs: In ordine di importanza. Le prime tre sensazioni nel ritrovarvi al primo posto?

Viator: Soddisfazione, voglia di (stra)fare, speranzosi. Soddisfatti, perché scoprire di essere apprezzati da un pubblico sconosciuto anche solo con un solo brano in streaming fa sempre piacere. Voglia di fare perché comunque ogni input positivo ci da la carica per lavorare al meglio sugli obbiettivi che ci poniamo. Speranzosi perché dopo aver visto che il nostro pezzo hai riscontrato abbastanza successo siamo speranzosi che ci siano comunque molte persone legate ad un sound rockettaro.

Dacs: A vostro avviso, come vedete il futuro della musica italiana?

Viator: Secondo noi la musica in generale è un grande ciclo. Da quando c’è stato il passaggio della musica da una tradizione popolare ai canali mediatici attuali si sono sempre alternati i tempi in cui andavano di moda generi travestiti da rock e generi travestiti da disco music. Attualmente in Italia per quanto riguarda la musica prodotta dalle major sembra si stia gradualmente tentando di rispolverare – seppur lentissimamente – una parvenza di rock. Stanno riapparendo nuovamente chitarre elettriche nei video, stanno uscendo più band che interpreti o cantautori, speriamo che non sia solo una ventata passeggera richiesta dal mercato. L’underground italiano produce molte band con spunti musicali interessanti. Se anni fa si riuscivano a trovare, anche se difficilmente, alcuni canali per emergere sul territorio italiano, purtroppo molte band oggi sono costrette a cercare spazi all’estero soprattutto nord Europa, dove sicuramente generi meno commerciali hanno più seguito. Anche all’estero il panorama rock dalla fine degli anni 90 sta comunque subendo costantemente delle rivoluzioni con la nascita e la sperimentazione di miscele di generi.

Dacs: Avete pensato di distribuire le tue realizzazioni esclusivamente tramite internet, come accade in diversi paesi europei?

Viator: Il recentissimo caso di Gnarls Barkley e del successo riportato in tutto il mondo non può che farci riflettere su come il sistema sia cambiato e su come sia ora di adeguarsi. Siamo in contatto con un gruppo di persone che sta creando un’etichetta di distribuzione in internet. Il progetto è dare spazio e visibilità a determinati generi musicali prodotti da band dell’underground italiano. E’ un progetto che dovrebbe trovare luce verso fine anno ed attualmente ci sono già abbastanza gruppi per poter garantire un buon catalogo. Anche il circuito di “myspace” può essere una buona finestra, utile anche per farsi un’idea del panorama musicale. Comunque non vediamo internet come strumento unico di distribuzione; può essere uno strumento alternativo senza dubbio più facilmente gestibile rispetto ai canali standard di distribuzione che ad oggi hanno ancora una enorme importanza. Con la nascita del P2P bisognerà anche pensare al più presto che il CD come strumento di promozione e di vendita andrà sempre più a morire e bisognerà trovare nuove tecniche di distribuzione.

Dacs: Prossimo step?

Viator: Al momento stiamo lavorando a nuove canzoni seguiti dal nostro produttore, cercando di curare al meglio il nostro sound, ma a differenza di tanti gruppi che opzionano o sala prove o concerti, noi non vogliamo rinunciare a nulla, per cui alcune date sono già fissate per Piemonte e Lombardia. Finita l’estate vorremmo suonare live il più possibile ed intanto continuare con la lavorazione ad un mini EP.

Dacs: A chi avresti voluto assegnare il premio se avessi presieduto la giuria?

Viator: Ai Viator, senza ombra di dubbio (eh eh eh!)…. O un parimerito con i Full Immersion. Ci avevano molto colpito la voce del cantante e le loro ritmiche funkeggianti.

Dacs: Il vostro mito della musica?

Viator: Il mito? Il mito nella musica e colui il quale ha scritto canzoni che la gente canta dopo molti anni. I miti possono essere i gruppi e gli artisti che sono riusciti a passare indenni attraverso il mutare del mercato musicale. Di “miti” del momento se ne possono contare a dozzine ed il pericolo maggiore è buttarsi dentro la scia dell’ultimo successo, cavalcare l’onda del genere che tira al momento perdendo di vista l’identità della band

 

 

 

 

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